Trend che vanno, trend che vengono, trend che ritornano.
Partiamo dal 2020 che – per i motivi noti a tutti – ha portato una più ferma consapevolezza del valore dell’ambiente, del riciclo e della sostenibilità.
Nuove tendenze che raccolgono questo sentire comune fanno capolino non solo nel design in senso stretto, ma anche nell’ambito della tecnologia dei materiali con proposte nuove e sempre più ecologiche il cui impiego porta, inevitabilmente, a ridefinire anche l’indirizzo estetico, in funzione delle caratteristiche e peculiarità dei nuovi supporti.
Ma esploriamo le principali tendenze previste per il 2021.

 

1. Sostenibilita’

In pole position c’è la causa ambientale, ovvero un nuovo rapporto con l’ambiente, che porterà a ridefinire i consumi anche in un‘ottica di materiali, ecologia e riciclo.
Un interesse che è cresciuto con costanza nell’ultima decade ma che, nell’ultimo anno – complice forse l’epidemia planetaria, l’aria pulita sperimentata durante i lockdown e alcune posizioni di politica ambiantale deliranti – ci è sembrato più vivo e urgente.

 

Isole di plastica affiorano dagli oceani. Il problema della plastica e delle bottiglie in PET non è certo nuovo. Alcune aziende illuminate hanno saputo coniugare sostenibilità ad estetica. Una originale bottiglia in carta riciclata . Via Pinterest

Spazio quindi all’uso della carta riciclata e riciclabile nella sua veste più basic:  carta paglia nei colori pastello o avana in abbinamento a illustrazioni che meglio gli si sposano: a stampo quali sono quelle tipiche dei timbri e degli inchiostri.

Kellogg’s, l’azienda proprietaria del marchio Pringles, ha comunicato che entro il 2025 vuole rendere tutte le confezioni dei suoi brand 100% riciclabili, riutilizzabili o compostabili. Per il “tubo” di Pringles sta mettendo a punto una nuova confezione più sostenibile con il tappo in carta. Scource: Il fatto alimentare


Un packaging a metà strada tra l’eco-sostenibile e l’interattivo: una confezione che si trasforma in una gruccia in carta da riutilizzare più volte. Via Pinterest


2. Heritage


La storia e il passato sembra fare capolino con prepotenza.
Sarà la nostalgia periodi più felici di questo?
Sia come sia, non sono poche le aziende che stanno attingendo dal loro patrimonio storico.
Un caso emblematico è quello di Burger King con il restyling del suo logo, sebbene di restyling non si possa esattamente parlare. L’azienda ha fatto un “passo indietro”, recuperando il design di 20 anni fa.
Più pulito, più genuino e decisamente più chiaro.

 

Il nuovo logo di Burger King riprende pedissequamente lo stile del passato, del suo passato. Se si ripercorre la storia del brand a ritroso si trova lo stesso logo nel 1994. Source: web


E le aziende che non hanno un partimonio visivo da cui attingere?
Si sono lasciate suggestionare dal design storico, vecchia maniera, appropriandosi di stili che fanno breccia sul cliente grazie a un visual passatista: solo la storia riesce a tracciare quel solco che, senza troppi giri di parole, trasporta fino a noi valori di artigianalità, qualità e affidabilità.

La biscotteria di un tempo dal profumo genuino di burro e atmosfere casalinghe. E’ a questo mondo che si è voluto ispirare questo design dai delicati colori pastello, che sceglie un font di inzio XX° secolo e un’illustrazione evocativa con una signora d’altri tempi che zangola il burro. Non ci si può aspettare di meno che una bontà di fine pasticceria artigianale. Source: Pinterest


Stemmi, araldica, illustrazioni al tratto, dorature o elementi vintage, fanno parte del repertorio utilizzato dal designer per rievocare un mondo passato.
Il trend ha un nome bellissimo: newstaglia.
Alcuni mercati, poi, amano ripercorrere le strade del passato. Nel caso degli spirits questa tendenza è sempre molto in voga: tante sono le aziende che in questo settore hanno radici lontane e l’enfasi sulla loro storia, evidenziata anche da un visual appropriato, rafforza la brand heritage.

Un doppio packaging per questa bottiglia: un’etichetta dal design fitto e d’antan, monocromatica (perchè riconducibile a un periodo storico preciso, in cui la stampa a più colori era una tecnologia avveniristica) e un incarto fatto con carta di giornale, come era uso avvolgere i prodotti nelle vecchie drogherie di un tempo. Source: Sranger&Stranger

1. Packaging interattivo

Un packaging che permette, grazie a una rotella sul lato, di sperimentare le varianti di luce promesse. Un’idea ignegnosa e divertente. Source: Philips.

Si tratta di una tipologia di packaging che è grado interagire fisicamente con il consumatore in vario modo. Esistono packaging che invitano a una semplice interazione fisica (spesso con una componente volutamente ludica), e packaging che aiutano il consumatore a trovare informazioni salienti sul prodotto o a facilitarne il consumo.

Una confezione che permette, con la semplice pressione di un dito, di creare un comodo alloggiamento per la nostra bevanda. Via Pinterest

Alcuni esempio: indicatori cromatici che cambiano colore quando il prodotto si avvicina alla data di scadenza, Qrcode per approfondire le caratteritiche del prodotto, confezioni da asporto per il delivery che, in poche mosse, si trasformano in piatti per il consumo fuori casa.

 

Avvicinando il telefono, un sensore ci permette di approdare su una landing page che ci racconta di più sul prodotto. Source: Pinterest

4. Artisitco

Per rendere unico un prodotto alcuni designer hanno pensato di ricorrere a un espediente astuto e tutto sommato già visto: ispirarsi all’arte o allo stile di alcuni grandi artisti o specifiche epoche storiche.
In alternativa, si può ricorrere alla maestria di artisti contemporanei che realizzeranno opere uniche e originali che poi saranno declinate sui packaging.

Il celebre marchio Godiva realizza una confezione per i suoi cioccolatini in puro stile Mondrian.
Source: Pinterest

Uno stile molto amato dai prodotti di fascia medio-alta che conferirà al prodotto unicità e carattere.

 

 

La viticoltura non è solo terreno e vocazione, in alcuni casi questa attività viene equiparata a una vera e propria arte. Per questa sorta di analogia, le etichette dei vini sono spesso realizzate da artisti o si ispirano al mondo dell’arte.
Studio design: Gregoriodesign – Germany

5. Gold

Negli ultimi tempi il metallo, ma in particolare l’oro, è ritornato alla ribalta nel packaging ma anche in alti settori del design.
E’ da qualche anno, infatti, che nell’interior design ha preso piede un nuovo stile, mutuato dall’ Art Decò, fatto di sofisticati pattern geometrici, marmi e metalli dai toni caldi come l’oro, il rame e il bronzo.
E anche nel design di prodotto è ormai frequente trovare smartphone o computer o accessori audio e video nei diversi toni metallizzati dell’oro, del bronzo, del rame.

 

Un bottiglia d’oro per un whiskey che ha vinto numerosi premi (e medaglie d’oro, of course…). Source: goldbarwhiskey.com


Dopo anni di acciaio e colori freddi aspettavamo un cambio di registro.
L’oro non è solo un materiale che denota ricchezza, ma ha la proprietà di attirare l’attenzione per la sua calda luminosità e le proprietà riflettenti oltre che il suo atavico simbolismo.

 

Un profumo per un target prevalentemente giovanile in cui l’oro è usato in modo ruffiano comunicando provocazione, insolenza, esibizionismo, esagerazione. Source: web


E dunque il packaging design ci si è infilato, proponendo confezioni sberluccicanti e opulente.
Un materiale difficile da trattare data l’alta capacità dell’oro di interpretare il lusso come di sconfinare del kitsch e nell’eccesso.

 

Per i 150 anni L’azienda produttrice del Tabasco ha pensato a un packaging in oro e una bottiglia che ricorda quelle dello champagne. Source: hiconsumption.com


Nel packaging design l’oro viene utilizzato bene nel beverage, nella profumeria e nella moda ma anche per celebrare un anniversario o un’occasione speciale, sottolinenado, ancora una volta, la valenza simboloica e celebrativa di questo materiale.

 

In collaborazione con Trussardi, Coca Cola realizza questa lattina limited edition in oro. Source: imbottigliamento.it

6. Bianco e nero

L’accoppiata bianco e nero, considerata come la massima espressione di raffinatezza, non è solo minimal.
Il design in bianco e nero può coniugarsi con la volontà di chiarezza, di pulizia, di sintesi o –  in un mondo pieno di colore, di oggetti ultracolorati e dagli abbinamenti shocking – di andare controcorrente, utiizzando i registri comunicativi dell’illustrazione o della graphic novel.

Hommer, una linea da bagno per uomo con un visual efficace e attuale: un Nettuno dal sapore un pò hipster emerge da un oceano tutto in bianco e nero. Image source: Pinterest

C’è qualcosa di consolatorio nel design in bianco e nero, una sensazione a cavallo tra la nostalgia, l’intimismo e la rassicurazione, simile a quella che si ha osservando i fumetti o i film di una volta; ma anche qualcosa di profondamente ricercato, quando il bianco e nero ci aiuta a deviare dal consueto e a sintetizzare visual complessi in poche linee, ma cariche di espressività e significato.

In design volutamente ingenuo e disarmante ma tutt’altro che sciatto. Un packaging che usa un visual “empatico”. Source: web

 Altro stile per questa bottiglia di spumante. Un’etichetta con un intento comunicativo più ambizioso e intellettuale: un gatto nero è il simbolo di questo vino profondo, seducente, enigmatico e misterioso. Un’illustrazione che si ispira alla tipografia in stile Bauhaus e al design art deco. Source: Pinterest

7. IRONIA E NONSENSE

Uno stile molto interessante. Si prediligono illustrazioni d’epoca, classiche e decisamente datate, che utilizzano la tecnica dell’incisione a china, puntasecca, bulino, per farle rivivere in modo insolito, creando immagini dal taglio ironico e sorprendente: a volte sfacciato e impertinente, altre volte prezioso e onirico.

 

Un collage realizzato con oggetti appartenenti a categorie diverse: surreale e di grande impatto. Studio design: Alessandri design

Molto in voga nel beverage sta prendendo forza anche in altri settori. Per chi vuole connotare il proprio prodotto da ricercatezza e personalità.

 

 

Una divertente etichetta per vino che gioca tra il grottesco e il surreale utilizzando l’elegante tratto delle incisioni d’epoca. Studio design: Pinterest

8. NATURA

Un’etichetta moderna e fresca, dalla struttura simmetrica e rigorosa e con una vegetazione che gioca sui colori degli ingredienti. Design studio: eyeondesign

Il filone naturale si evolve e prende strade differenti: foreste stilizzate o piccoli motivi vegetali, vegetazioni realistiche o fotografiche, ma sempre mantenedo il fil rouge con la terra, l’ambiente, il paesaggio.
Talvolta per rievocare ingredienti o principi attivi contenuti nel prodotto, altre volte per ricondurre ai paesi d’origine di produzione, altre volte ancora come volo di pura fantasia.

 

Un raffinato incarto per del ciocolato monorigine, declinato in accesi colori e con elementi floreali e faunistici tipici dell’area di provenienza. Source: Behance

Bella e preziosa questa bottiglia interamente giocata sul tono su tono, e una vegetazone che si avviluppa e si integra con i caratteri in oro. Source image: The Dieline

9. Simbolismo

Un po’ mistico, un po’ spitiuale, un po’ esoterico. L’uso dei simboli, specialmente in settori che richiedono un simbolismo astratto, evocativo e meno ovvio – sia per la natura del prodotto che per scelta del brand – sta diventando un must, anche nel logo design.

 

Una polvere di cacao “sacra” sembrerebbe, perchè possiede proprietà medicamentose grazie a una ricettazione esclusiva. Un’illustrazione con simboli oscuri rafforza il messaggio del prodotto. Source: PInterest

La coppia di gin dedicata a Bonnie & Clyde è caratterizzata da una bottiglia con una veste grafica volutamente forte, con simboli che evocano la storia del due criminali e con i colori che rimandano al genere dei protagonisti. Source image:Pinterest

Marco Galardi